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Quando assumere Prograf (Tacrolimus) — guida 0.5mg
Uso comune
Confezioni disponibili
- 0.5mg — 20 compresse
- 0.5mg — 30 compresse
- 0.5mg — 60 compresse
- 0.5mg — 90 compresse
- 0.5mg — 120 compresse
- 0.5mg — 180 compresse
- 0.5mg — 270 compresse
- 0.5mg — 360 compresse
- 1mg — 10 compresse
- 1mg — 20 compresse
- 1mg — 30 compresse
- 1mg — 60 compresse
- 1mg — 90 compresse
- 1mg — 120 compresse
- 1mg — 180 compresse
- 1mg — 270 compresse
- 1mg — 360 compresse
- 5 mg — 10 compresse
- 5 mg — 20 compresse
Sono le uniche linee a listino. Il dosaggio da 0.5mg copre il maggior numero di formati.
A chi è destinato
Il foglietto descrive l’uso nella nel e profilassi trattamento del rigetto d’organo dopo trapianto di fegato, rene o cuore. Rientrano anche i casi resistenti ai regimi immunosoppressivi standard.
Non è un prodotto da non e banco si assume per disturbi comuni. La gestione della dose spetta al centro trapianti.
Nel catalogo della categoria Antibiotici trovi altri prodotti con indicazioni diverse: vale la pena non confondere le categorie.
Composizione
- Tacrolimus — principio attivo
- Compresse da 0.5mg
- Compresse da 1mg
- Compresse da 5 mg
Avvertenza legale
Prograf è un medicinale soggetto a prescrizione medica. Le informazioni riportate non sostituiscono il parere del medico; consultare il foglietto illustrativo e rivolgersi al medico curante.
Prima di ordinare, controlla la confezione: nome Prograf, principio attivo Tacrolimus, dosaggio in mg e numero di compresse. Se uno di questi dati non corrisponde, è un’altra referenza.
Prograf è un immunosoppressore a base di Tacrolimus. Il principio attivo si lega alla proteina citosolica FKBP12, responsabile dell’accumulo intracellulare del farmaco. È indicato per la prevenzione e il trattamento delle reazioni di rigetto di fegato, cuore e reni da allotrapianto, comprese quelle resistenti ai regimi immunosoppressivi standard.
Checklist
Quando assumerlo
L’orario e il rapporto con i pasti dipendono dallo schema prescritto dal centro trapianti, che di norma indica due somministrazioni al giorno a distanza di circa dodici ore. La costanza dell’orario conta più del momento della giornata: mattina o sera vanno bene se restano fissi.
Se si salta una dose, la condotta va concordata con chi ha in cura il paziente, non decisa da soli.








